Autorità e autoritarismo.
Autorità e autoritarismo.

Autorità e autoritarismo.

La parola autorità deriva dal latino augere, ossia aumentare, accrescere, rendere grande, e in senso lato onorare, arricchire, esaltare. Per gli antichi romani l’autorità aveva una valenza positiva, colui che era autorevole era un uomo in grado di promuovere la crescita, lo sviluppo, il benessere, che “arricchiva” grazie alle sue azioni l’intera comunità.

 
Ancora oggi i senatori vengono chiamati “onorevoli”, sono coloro che stando all’etimologia latina dovrebbero onorare la comunità che sono chiamati a servire. Nel corso dei secoli l’autorità ha perso la sua valenza positiva e spesso è diventata sinonimo di oppressione, tirannia, una forza bruta da contestare per difendere le proprie libertà. Nel XX secolo con i regimi totalitari l’autorità è degenerata nell’autoritarismo. Vi è tuttavia una grande differenza tra autorevole e autoritario, pur avendo entrambi i vocaboli la stessa radice. Autorevole è chi è riuscito a brillare per intelligenza, capacità, dedizione, impegno, e che racchiude il significato positivo dell’auctor latino. 
 
L’autoritario invece è intransigente, ostinato, sordo ad ogni ragione; non di rado impone con la forza il proprio punto di vista. Gli antichi romani per prevenire la degenerazione dell’autorità in autoritarismo avevano posto un limite nella durata delle cariche politiche che un cittadino poteva ricoprire. Perfino il dittatore, nominato nei periodi di grave crisi, quando cioè la Repubblica era minacciata, poteva restare in carica per un periodo non superiore ai sei mesi. 

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